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Riportiamo la notizia dell'avvenuta manifestazione amatoriale che si svolge ogni anno in Giappone che vede crescere ogni anno il numero di visitatori ( quest'anno sono stati 600mila !!) . Tokyo - E' appena finita la settantacinquesima edizione del Comic Market, meglio noto comeComiket, mastodontica fiera del fumetto amatoriale che si svolge due volte all'anno nella capitale giapponese. Quel che rende unico questo evento, oltre alle 600 mila persone che l'hanno perso d'assalto, è che la quasi totalità degli albi in vendita sono“doujin”, auto-produzioni che poco hanno a che spartire con il business tradizionale dei fumetti. Si cadrebbe però in errore pensando che si tratta di un mondo marginale. Il Comiket è ormai così importante e noto che nei tre giorni della fiera le ditte produttrici di videogame, manga e cartoni animati, sospendono più o meno ufficialmente le proprie licenze permettendo agli appassionati di vendere reinterpretazioni di personaggi famosi senza la necessità di pagare i diritti.
Ma il Comiket non è solo questo. O meglio, non lo è più. Ormai si trova più o meno di tutto. Dopo aver affrontato una fila di circa un paio d'ore per entrare, ci si immerge nell'universo rutilante delle
culture underground giapponesi. Ci sono fumetti “yaoii” (manga con tematiche omosessuali), prese in giro di Metal Gear Solid (nota saga di videogame), guide sul come modificare le proprie console da casa o il proprio motorino, diari di viaggi in Paesi esotici, film di fantascienza a bassissimo budget, cortometraggi d'animazione fatti con una manciata di yen, manuali sulla cerimonia del te scritti a mano, album di generi musicali indefinibili che mescolano campionamenti di giochi d'epoca per pc, con electro, rock gotico e punk. E orde di appassionati disposti ad attendere ore per mettere le mani su tutto ciò.. Ci sono talmente tante persone a esporre, ognuno con il suo banchetto, che i tre giorni della fiera hanno temi differenti così da riuscire a farli ruotare. Il loro numero è tale che il catalogo ha superato le 1300 pagine e i due chili di peso. Fortuna che da qualche anno è disponibile anche la versione su cd. L'unica area con gli stand delle case editrici ufficiali si trova al piano superiore, dove quest'anno hanno dominato gli “hentai”, i videogame per adulti. Accanto c'è poi il terrazzo dove si esibiscono i cosplayer. Anche qui ognuna delle tre giornate ha avuto un tema differente e centinaia di ragazze e ragazzi in costume hanno fatto a gara per conquistare l'attenzione degli altrettanto numerosi numerosi fotografi dilettanti (conosciuti in Giappone come “camera koso”). A differenza delle edizioni scorse non abbiamo visto personaggi o serie dominanti. I costumi scelti, così come i fumetti amatoriali in vendita all'interno della fiera, prendevano spunto da film, fumetti o giochi disparati. Un segno tangibile delle difficoltà che stanno avendo i giganti del settore nel capire i gusti sempre più complessi dei giapponesi. O meglio di quella parte della popolazione giapponese che ruota attorno alle culture “otaku”, termine usato per definire genericamente i maniaci di fumetti, giochi e animazione. Un tempo vittime del marketing, oggi sempre più sfuggenti e in grado di imporre mode imprevedibili. Fonte: www.repubblica.it Doscuti questa notizia sul Forum ! |